Mi candido in Consiglio di Amministrazione di UNIPI
A fine agosto ho presentato la mia candidatura al Consiglio di Amministrazione dell’Università in rappresentanza del personale tecnico-amministrativo.
Il 15 e 16 ottobre 2024, tramite la piattaforma Eligere, si svolgeranno le elezioni.
Siamo candidati io ed il collega Michele Da Caprile, che è anche il consigliere uscente ed è negli organi accademici sin da quando rettore era il prof. Massimo Augello, per l’unico posto riservato al personale.
Ecco cosa ho detto per presentare la mia candidatura all’incontro di
presentazione dei candidati del 3 ottobre.
Per anni mi sono occupato di gestione e rendicontazione finanziamenti alla ricerca, ora sono responsabile dell’Unità Valutazione della Ricerca presso la Direzione Ricerca e Valorizzazione delle Conoscenze.
Fin dagli anni vissuti da studente, durante i quali sono stato rappresentante in vari organi, fino al Consiglio di Amministrazione, ho avuto la possibilità di conoscere a fondo le dinamiche interne del nostro Ateneo e, più in generale, la complessità e le peculiarità del mondo accademico.
L’Università di Pisa ha una parte importante nella mia vita ormai da molti anni, fin da quando sono arrivato qui dalla Calabria, a 19 anni, per iniziare Scienze Politiche.
Da allora sono cambiate molte cose, ho visto 5 rettori, il passaggio al 3+2, l’accrescere dell’importanza dell’Europa nei finanziamenti alla ricerca, i cambiamenti al sistema apportati dalla legge Gelmini.
La stessa Università di Pisa è cambiata, si è evoluta, ha superato momenti difficili ma è ancora lì, considerata dai ranking tra le migliori università del mondo.
Ho deciso di candidarmi in Consiglio di Amministrazione perché credo che il mio contributo possa essere utile in questo momento cruciale. I prossimi anni saranno impegnativi:
La riduzione dell’FFO, gli effetti dell’inflazione e, aggiungo, la vicina fine del PNRR, costringeranno anche il nostro Ateneo a fare scelte difficili e già dal bilancio preventivo 2025.
Il prossimo CdA dovrà rivedere in maniera importante la spesa corrente ma, allo stesso tempo, avere la capacità di pensare al domani, ad investimenti sul medio-lungo termine, affinché i sacrifici dell’oggi non siano i prodromi di un ancora più fosco domani e incidendo il meno possibile sui servizi, in primis, i servizi agli studenti che sono il motivo per cui, ormai 1.000 anni fa, è nata l’università.
Mi impegno ad ascoltare tutto personale, dai tecnici agli amministrativi, colleghi e le colleghe delle biblioteche collaboratori ed esperi linguistici, per rappresentare al meglio, difendere e tutelare tutte le istanze, nella massima trasparenza e senza alcun interesse personale.


