Su di me
Sono nato in Calabria nel 1978 e precisamente a San Ferdinando, un paesino sul mare della Piana di Gioia Tauro da Antonio, geometra e Maria Grazia, insegnante, trasferitasi nel profondo sud dalla sua Brescia per amore.
Dopo il liceo, per un caso fortuito mi sono trasferito a Pisa per frequentare Scienze Politiche.

Come tanti, all’inizio pensavo di fare il giornalista.
Ho invece poi virato verso gli studi di diritto per laurearmi nell’allora indirizzo politico amministrativo.
Durante quegli anni ho conosciuto nuovi amici, che mi hanno convinto, tra le altre cose, a candidarmi alle elezioni studentesche.
E così è iniziato un turbinio di elezioni, riunioni, incontri.
Era un periodo di grandi cambiamenti in Università: gli anni della riforma Moratti, del 3+2, e a noi è toccato l’onore (e l’onere) di partecipare attivamente alla più grande riforma degli ordinamenti universitari della storia repubblicana.
Da rappresentante degli studenti ho fatto parte, tra gli altri organi, del Consiglio di Amministrazione dell’Università di Pisa.
Ho sempre pensato che dopo l’Università sarei tornato in Calabria.
Avevo un po’ di idee su cosa avrei potuto fare e invece, dopo la laurea, ho iniziato a lavorare a Firenze nel campo della formazione professionale.
Due anni intensi alla fine dei quali si è aperta a possibilità di tornare a lavorare in università in un campo in espansione: quello della ricerca finanziata con fondi europei.
Così, nei primi anni mi sono occupato della gestione diretta di fondi di ricerca, dall’acquisto di servizi alla rendicontazione.
Col passare del tempo, mano a mano che in Università aumentava la consapevolezza dell’importanza di questi finanziamenti e cambiava la struttura degli uffici dell’amministrazione centrale che si occupavano della materia, è venuto anche a cambiare il mio lavoro: meno gestione diretta di fondi di ricerca ma più consulenza ai vari Dipartimenti universitari su come reperire detti fondi, gestirli e rendicontarli.
Sono cambiati i dirigenti, i nomi delle direzioni e delle Unità dove lavoravo ma, fino ad un paio di anni fa, ho continuato a lavorare su questi temi, finché non sono diventato responsabile dell’Unità che si occupa della gestione delle procedure di valutazione della ricerca.
Nel frattempo, a Pisa ho conosciuto Angelica. Con lei condividevamo amicizie e l’associazionismo di matrice cattolica.

Ci siamo sposati nel 2010 e l’anno dopo è nata Maddalena.
E’ stato bello vederla crescere, seguire le sue scoperte, vedere giorno dopo giorno come prende sempre più consapevolezza di sé e dei propri mezzi. Ora è una (ancora) simpatica adolescente.

Mi sono riaffacciato alla politica con il referendum del 4 dicembre.
In quella occasione infatti, parlando con le persone, mi sono stupito di come in tanti, benché approvassero molte delle cose che erano contenute in quella riforma, erano convinti a votare per il no.
In tutto il mondo avanzava una ondata di malessere diffuso che, invece di vedere e cogliere ciò che di buono avveniva intorno a sé, aveva come unico obiettivo distruggere ciò che c’è, “mandare tutti a casa” si diceva.
L’unico partito che teneva la barra dritta, che riusciva a non farsi influenzare da questa nuova ondata di populismo mi è sembrato essere il Partito Democratico.
Così, seguendo l’entusiasmo di alcuni amici che da anni erano classe dirigente a Pisa in quel partito, Mi sono tesserato al PD.
Sono stato componente del direttivo del circolo di Porta a Lucca, dell’assemblea cittadina del PD e per un periodo sono stato nella segreteria pisana con delega all’Università.
Sono stato anche candidato alle comunali nel 2018, quando Andrea Serfogli perse le elezioni a sindaco contro Michele Conti.
Poi è cambiato tutto e anche il mio entusiasmo: ho lasciato la politica attiva.
Da qualche anno, con mia moglie, abbiamo iniziato a fare catechismo ai bambini che si avvicinano al sacramento della Comunione.
Così, le mie giornate trascorrono tra lavoro, famiglia e un po’ di attività in palestra per cercare di tenermi un po’ in forma.

